Il Judo a Pesaro dall'inizio del secolo
Il Judo fece la sua apparizione a Pesaro verso la fine degli anni ’30 (cfr. “Amarcord” di Ezechiele
Romagnoli in articoli di giornale). La prima palestra venne allestita nel 1940 all’interno della Caserma
Cialdini e gestita dal maestro Enzo Marchionni maresciallo dell’Esercito. Le lezioni erano sporadiche e pagate a frequenza.
All’inizio i frequentatori erano solo un gruppo di amici “scavezzacollo”: Ezechiele Romagnoli (per gli amici Zaga),
il geom. Donzelli, Nerio Trebbi, Scrocco, Lamberto Olmeda, il geom Cecconi per citarne alcuni.
Nel periodo immediatamente dopo la seconda grande guerra (rectius 26 aprile 1952), avvenne la nascita ufficiale del Judo Club Pesaro con
la stesura dello statuto e l’affiliazione all’allora Gruppo Autonomo Judo ora FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e
Arti Marziali – cfr. sito www.fijlkam.it).
Primo Presidente venne eletto il maestro Enzo Marchionni, che nel frattempo aveva abbandonato la città, causa trasferimento lavorativo, lasciando la gestione della palestra e dell’insegnamento all’allievo Ezechiele Romagnoli, all’epoca poco più che cintura verde (III° kyu), ma che negli anni manifesterà la sua passione per il judo sino ad essere insignito dell’onorificenza di “Maestro benemerito di Judo” nel 1992.
All’epoca la palestra era stata allestita presso la chiesa sconsacrata della Maddalena e veniva condivisa con i pugili. Le lezioni erano tenute su materassine di juta e capoc, cucite personalmente dagli atleti di notte; mentre i judogi erano confezionati e ricavati da vecchie lenzuola di cotone. Il Judo Club Pesaro rimase presso la chiesa sconsacrata della Maddalena sino alla fine del 1954.
Seguirono altre palestre, tra cui: dal 1955 al 1958 presso l’odierno Istituto Alberghiero, allora colonia GIL Gioventù Italiana Littorio; dal 1959 al 1961 nell’ex Balera Iride, sita dietro via del Mattatoio. Dal 1962 al 1969 nella sacrestia della chiesa dell’Annunziata. Fu in tale occasione che presero inizio anche i corsi dedicati ai bambini. Il judo all’epoca stava divenendo sempre più popolare, acquistando vieppiù allievi in ogni fascia d’età.
Iniziarono anche i corsi estivi (dal 1964 tenuti presso il Palazzetto dello Sport di viale dei Partigiani), gli stage tenuti da maestri giapponesi, come quello del maestro Koikè che, approfittando di un soggiorno estivo a Riccione insieme al V° dan Fulvio Aragozzini di Milano, tenne a Pesaro alcune lezioni di judo.
In quell’occasione, “singolare” fu l’episodio che ancora si narra negli spogliatoi del Judo Club Pesaro. All’epoca le condizioni in cui veniva praticato il Judo erano a di poco “singolari e precarie” tanto che al termine della propria lezione il Maestro Koikè chiese dove fossero collocati i bagni e, tra l’imbarazzo generale, gli fu spiegato che la palestra ne era sprovvista, per cui avrebbe dovuto recarsi all’aperto, nel vicolo, per i propri bisogni (sic!).
Nonostante ciò, in quegli anni il Judo Club Pesaro vantava una squadra altamente competitiva, classificata in serie A i cui componenti erano:
Furono anni d’oro per il Judo a Pesaro, ciò grazie al lavoro costante e professionale del Judo Club Pesaro che riuscì a organizzare in città numerose competizioni agonistiche di alto livello, brillando sempre per meriti sportivi. Tra esse: nel 1968 i Campionati Italiani a squadre, cui il Judo Club Pesaro partecipò con la squadra di cui sopra. Nel 1969 i Campionati Italiani, vinti da tale Nicola Tempesta. Nel 1971 la coppa dei Campioni, vinta da un medio di origine ligure, tale Novasconi.
All’epoca, gli atleti venivano suddivisi in sette categorie in base ai pesi ed i vincitori di ogni categoria si confrontavano tra loro, per proclamare il “campione dei campioni”. Questo era il judo di allora. Pura passione e tenacia fisica, oltre che abilità tecnica. Sempre nel 1971, il Judo Club Pesaro istituì il Trofeo Enzo Marchionni, dedicato al proprio maestro fondatore, che si articolava in una competizione interregionale di tre prove ripartite durante l’anno e la squadra che totalizzava il punteggio più alto ne era la vincitrice. Inutile dire che il Judo Club Pesaro ne deteneva la supremazia. Tale trofeo di seguito si trasformò in una competizione riservata esclusivamente ai fanciulli, con la denominazione di “Trofeo Città di Pesaro”.
Nel 1968, il Club pesarese iniziò a dedicarsi con crescente attenzione al mondo infantile, organizzando numerose competizioni anche in città. Fu infatti in tale periodo che iniziò a emergere il nome del giovane Juri Fazi, che il maestro Zaga seppe far emergere a livello nazionale sino a che il giovane prodigio venne chiamato nella nazionale italiana e partecipò, da adulto, a due Olimpiadi: Los Angeles nel 1984 e Seul nel 1988.
Nel frattempo il Club si era trasferito in via Baldassini. All’epoca l’affluenza e le iscrizioni erano copiose e questo spinse il Maestro Zaga (III° dan – grado più alto nelle Marche per quei tempi) ed il suo braccio destro Matteo Posillipo ad aprire una seconda palestra in via Pietro Gai, gestita da quest’ultimo. Era l’anno 1975! Successivamente, verso la fine del 1976, il Judo Club Pesaro fu costretto a lasciare via Baldassini, per trasferirsi definitivamente nell’ ex scuola di Via Pietro Gai ove tutt’ora risiede ininterrottamente da oltre 30 anni!
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Al Judo Club Pesaro il merito di aver introdotto e divulgato nella nostra regione l’amore e la conoscenza delle arti marziali. Primo club di Judo nelle Marche, è infatti grazie all’impegno e alla passione del suo più amato e stimato maestro, Ezechiele Romagnoli, che i marchigiani e, in modo particolare, i pesaresi, possono oggi vantare una dignitosa e storica conoscenza del judo, dell’aikido e del karate, tanto che il 18 gennaio 1982, il CONI ha conferito al Club la “Stella di bronzo al merito sportivo”.
Dal 2003, il Judo Club Pesaro ha stretto sodalizio con la comunità terapeutica de “L’Imprevisto”, che accoglie e aiuta ragazzi e minori con problemi esistenziali. Numerose sono state le manifestazioni organizzate in connubio e che hanno visto l’ utilizzo del judo quale strumento di crescita personale e spirituale, verso la ricerca di una “via” alternativa.
Allo stato, il Club vanta oltre 100 tesserati, tra adulti e bambini, ma numerosi sono stati i pesaresi che si sono avvicendati sulle sue materassine e che oggi, oramai adulti, continuano ad amare e ad essere richiamati dal fascino suggestivo del Dojo di via Pietro Gai. L’ odore di fatica, il rumore delle cadute attutite dalle materassine, rimangono impresse nell’anima dei suoi frequentatori grazie anche alla magia che solo un maestro di grande profondità e antica saggezza, quale il maestro Zaga, riesce a trasmettere ai suoi allievi di ogni età.